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Regalo sostenibile?… che sia plastic-free. Ma anche etico, sano, animalista e istruttivo.

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Le nostre case sono piene di oggetti, la maggior parte in plastica; i nostri armadi scoppiano di indumenti, spesso in fibra sintetica.
Il nostro armamentario tecnologico, immancabilmente sempre aggiornato, è provvisto di un magazzino rimanenze che strabocca di vecchi cellulari e vecchi PC.
Siamo obsoleti. Sì, obsoleti, perché la tendenza oggi è quella del no-waste, del plastic-free, del vivere sostenibile e del ‘bando al superfluo’. Esattamente come avviene con il no-packaging dei negozi e dei produttori che aderiscono a Sfusitalia.

Che si parli di luoghi fisici come ambienti domestici o di luoghi di lavoro, oppure di spazi e di reti impalpabili come rapporti sociali ed energie mentali, il diktat oggi è sempre lo stesso: tornare ai fondamentali, fare ordine dentro e fuori, per avere una mente lucida e vitale. Eliminare il superfluo è dunque una strategia per riappropriarsi di se stessi, per ristabilire le priorità e, contemporaneamente, sostenere il Pianeta. L’idea è quella di vivere una vita più semplice ma più intensa e in sintonia con ciò che ci circonda.

Ecco che in questo contesto l’imballaggio (leggi: il superfluo, l’inquinante) rappresenta una delle primissime cose di cui liberarsi. Sfusitalia anche a Natale sostiene il regalo no-waste. Ma prima di affrontare il tema del dono natalizio facciamo il punto sull’atteggiamento e sull’umore dell’opinione pubblica italiana in merito al tema della sostenibilità e dei rifiuti, imprescindibilmente legato anche allo Spirito del Natale.

Microplastiche e smaltimento rifiuti scalano la vetta delle preoccupazioni degli italiani nel 2021

Il 46% degli italiani sono preoccupati per lo smaltimento dei rifiuti, i cui accumuli negli angoli delle città e delle periferie creano problemi ambientali ed igienici di notevole impatto. La presenza delle microplastiche negli alimenti e nelle bevande allarma il 35% della popolazione. Il 38% individua in “ambiente e lotta al cambiamento climatico” l’aspetto verso cui dovrebbe concentrarsi l’impegno della società civile e della classe politica nei prossimi 3-5 anni. Queste le proccupazioni che emergono dall’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, edizione 2021.

Rifiuti e microplastiche in discarica

Ripassiamo le basi dell’emergenza climatica

Ricordiamoci che l’uso dei combustibili fossili è alla base dell’emergenza climatica. E che esiste il forte rischio che le emissioni di gas serra associate al ciclo di vita decennale o centenario dei polimeri plastici possano contribuire fortemente a vanificare ogni impegno per contenere il riscaldamento globale entro il 1,5 C. Lo attesta, tra i vari, anche il report di Greenpeace sulle plastiche monouso.

Come si produce la plastica?

La plastica si ottiene da composti di carbonio e di idrogeno chiamati “monomeri”. Si ricavano da petrolio e da metano: attraverso processi chimici, partendo da questi elementi di base, si crea una  resina sintetica cui vengono aggiunti coloranti e altre sostanze che danno alla plastica le caratteristiche desiderate.

Le materie plastiche non sono biodegradabili. Ciononostante esse vengono impunemente e continuamente abbandonate in grandissime quantità ovunque: ai bordi delle strade, in campagna, in mare. Sotto forma di sacchetti, bottigliette, accendini, involucri e oggetti di vario genere e fattura.

Il lungo ciclo vita e la forte resistenza agli agenti atmosferici dei polimeri plastici li rendono vitali nell’ambiente per decenni, talvolta secoli. A qualcuno può sfuggire quanto impieghi un sacchetto di plastica a deteriorarsi: tra i 100 e i 1.000 anni! Ma ricordiamoci che anche un tessuto sintetico ha tempi di decadenza eccezionali: 500 anni.

In tempo di pandemia una nota è doverosa sul tema mascherine. Esse sono formate da 2 o 3 strati di tessuto non tessuto in fibre di poliestere (e polipropilene). Si tratta di un materiale, il poliestere, derivato dal petrolio. Eh sì, anche le mascherine. Non abbandonatele mai in giro. E ricordatevi, anche quando le gettate nella spazzatura, di  tagliare i laccetti perché, se non tagliati, sono causa di  mortlità di uccelli e molte altre specie viventi che vi rimangono impigliati, esattamente come succede con le reti da pesca per le tartarughe!

Cosa possiamo fare noi a Natale

Possiamo fare molto, senza rinunciare a niente, anzi arricchendo le vite nostre e quelle dei nostri cari. Come? Puntando sui regali materiali ‘senza residui’, senza imballaggi, che è la mission di Sfusitalia. Puntiamo altresì sui regali ‘immateriali’, ricchezza per lo spirito, e sui doni ‘second-life’, che offrono una seconda vita al manufatto riducendo così l’impatto ambientale.

Il regalo sostenibile di Natale è contemporaneo, esperienziale, no-waste, talvolta second hand e ad alto tasso formativo

Tra le varie tipologie di regali che possiamo a buon titolo definire ‘contemporanee’ siedono sul podio tre specie: il regalo esperienziale, il quale rimarrà impresso nella memoria del festeggiato per sempre; il dono ‘didattico’, una sorta di risorsa educativa a disposizione dei genitori; il regalo second-life, che offre una seconda possibilità a un oggetto prezioso che altrimenti finirebbe al macero o in discarica. In tutte e tre tipologie elencate vi è un comun denominatore: trasformare un atto potenzialmente consumistico in una risorsa per l’individuo. Oltre a rafforzare il rapporto tra chi regala e chi riceve.

1. Il regalo Sfusitalia

Prodotti zero waste

Tre le parole d’ordine per il regalo targato Sfusitalia: che sia solido, no-waste e no-packaging. Dopo aver parlato delle plastiche e del bando allo spreco, lanciamo il messaggio del perchè acquistare cosmetici e prodotti per la pulizia della casa solidi, sia un gesto di gentilezza per l’ambiente.

Tali prodotti, non sono solo privi di packaging, sono anche privi di una grande percentuale di acqua. Ciò significa che oltre a inglobare meno componente acquosa nelle loro formulazioni, oltre ad avere una durata di scadenza molto più lunga e ad essere più facili da trasportare e quindi ad avere un’incidenza minore sui problemi legati al trasporto e alla logistica, essi hanno anche una resa maggiore perchè possono essere utilizzati fino all’ultima ‘briciola’.

L’elenco dei prodotti sfusi, no-waste e solidi acquistabili presso i negozi affiliati a Sfusitalia è infinito, qui di seguito solo un tris di idee:

  • Il mini-kit cosmesi: set di dischetti struccanti lavabili – in cotone, bamboo o canapa – con detergente struccante solido.
  • Il kit per uomo: rasoio con lamette intercambiabili abbinato alla schiuma da barba solida.
  • Il kit detersione piatti: la spugna vegetale in luffa abbinata al suo sapone solido  a base di olii vegetali o di olii esausti rigenerati.

Regali esperienziali: alla radice del loro valore intangibile

La socialità è alla base del benessere delle persone e i regali rafforzano le relazioni. Una recente ricerca dell’Università di Oxford (leggi qui)  ha indagato sulle tipologie di regali deputati a fortificare i legami tra gli individui. Ne è emerso che i doni esperienziali rafforzano molto di più i legami sociali e affettivi che non i beni materiali. L’emozione provata nel ricevere un regalo immateriale è molto  più profonda e prolungata nel tempo.

2. Esperienza in una fattoria didattica

Fattoria didattica con bambini

Uno studio pubblicato dal Journal of Environmental Psychology e condotto su un campione di bambini americani di età compresa tra i 4 e i 7 anni attesta che l’origine degli alimenti è un’ incognita per una grande parte dei bambini. Basti rilevare che oltre il 40% ha risposto che hot dog e bacon hanno origine vegetale!

Tutto questo in un’epoca in cui è stato dichiarato che adottare  una dieta di origine vegetale è una delle cose più efficaci, forse la più efficace in assoluto, che un individuo può fare per contenere e ridurre la propria impronta ecologica.

Alla luce di tutto ciò  quest’anno regaliamo ai nostri bambini un’esperienza in una fattoria didattica, un luogo dove, grazie a un coinvolgimento attivo e appassionante, i nostri bambini saranno messi in una condizione di comunicazione diretta con la natura e la vita campestre, imparando così, divertendosi, a decifrare le basi del sostentamento quotidiano,  a conoscere l’ambiente rurale, l’origine dei prodotti alimentari e la vita degli animali.

3. Volontariato con gli animali

Sono innumerevoli gli studi che attestano lo stato di profondo benessere mentale e fisico che deriva dal legame con un animale. La prima ricerca sull’argomento fu condotta 30 anni fa dai ricercatori Alan Beck – psicologo – della Purdue University e Aaron Katcher – psichiatra – dell’Università della Pennsylvania. Un compendio degli studi pubblicati tra il 1950 e il 2019 attestano che i proprietari di cani presentano livelli di pressione sanguigna più bassi e risposte allo stress molto più efficaci rispetto a chi non ha un legame con un animale, arrivando a suggerire una  relazione diretta tra compagnia di un animale e abbassamento del rischio di morte per malattia cardiovascolare (leggi qui ).

E allora puntiamo sulle cose importanti e questo Natale regaliamo ai nostri cari la possiblità di svolgere un periodo di volontariato con gli animali. Come?… facendo conoscere loro le opportunità che vi sono in Italia e in tutto il mondo. Sui media se ne parla ogni tanto, ma ancora rimane una attività nota sopratutto a una nicchia animalista. Alcuni suggerimenti:

4. Salviamo i libri dal macero

Libri al macero

Sapevi che la carta è uno dei primi materiali della storia industriale ad essere stato riciclato? Eh sì, è proprio così. Ma da quando la Cina  ha chiuso le frontiere alla carta da riciclo nel 2018, anche questo comparto è sprofondato in una forte crisi.

Allora, facciamo la nostra parte a Natale: salviamo i libri dal macero!

Pochi sanno che i libri in libreria vi stazionano pochissimo tempo: dai 2 ai 9 mesi (salvo, naturalmente, i grandi classici). E poi che fine fanno? … dipende: possono finire al macero, ma possono anche approdare nelle bancarelle specializzate o nei mercatini dell’usato, questi ultimi con una presenza sempre più dirompente online (si veda capitolo a seguire). Noi di Sfusitalia aborriamo la soluzione del macero, da qui nasce il nostro quinto importante suggerimento per un regalo che sia etico e di valore: comprate un libro presso un mercatino dell’usato (o una bancherella): donerete una seconda vita ai libri, compagni preziosi della nostra intera esistenza.

5. Mercatini dell’usato

Negozio dell'usato
Il mercatino dell’usato

Che si tratti di acquistare libri altrimenti destinati a diventare rifiuti, o che si tratti di comprare un qualsiasi altro manufatto ma di seconda mano, l’atto che stiamo compiendo è il medesimo: stiamo facendo una carezza al Pianeta.
E’ proprio così, perché prevenire la produzione di nuovi scarti e mettere in circolo l’energia contenuta negli oggetti già esistenti fa parte di quei comportamenti virtuosi che riducono l’impronta di carbonio e generano valore reale in modo sostenibile. Un’indagine dell’Osservatorio Second Hand Economy, condotta da Bva Doxa, attesta che nel 2020 la ‘second hand economy’ ha generato € 23 miliardi, pari all’1,4% del PIL italiano, registrando una crescita del 33% negli ultimi anni. E il Pianeta ringrazia.

Sono innumerevoli i mercatini dell’usato in Italia, ma per esigenze di sintesi e per volontà di essere vicini a tutti i nostri lettori, annoveriamo due mercatini ‘di ultima generazione’, ovvero quelle realtà che si avvalgono di una doppia dimensione: quella fisica e quella digitale. E’ infatti proprio a queste piattaforme digitali di servizio che è ricorso il 46% di chi ha acquistato e venduto ‘usato’ in Italia nel 2020.

Il primo è Mercatopoli che espone e vende sia presso negozi fisici distribuiti in tutta Italia, sia online sul sito mercatopoli.it.
L’altro è Mercatino Franchising, anch’esso presente con punti vendita lungo tutto lo Stivale e attivo sulla piattaforma: mercatinousato.com.

Che tu sia alla ricerca di una lampada Churchill, di un set di piatti in porcellana Bone China o di un accendino Zippo, il mercatino dell’usato è la risposta giusta per te. 

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